ARti MArziali Fabio Piglia

JEET KUNE DO   KALI   PANANTUKAN   SILAT   TAIJI CHUAN   CHINNA   PAKUA   KUNG FU   PUGILATO   KICK BOXE   MUAY THAI   MMA  

Notizie

Articoli

Road Trip

" Road-Trip "

Autore: Fabio Piglia

Allenarsi nel giusto ambiente non vuol dire avere a disposizione la Palestra Perfetta. Condividere le stesse Passioni, costruire nuove Amicizie, sentire che si crea un Gruppo, studiare insieme ma anche condividere la Vita di tutti i giorni, Confrontarsi e Maturare, sono fra i fondamenti della pratica di qualunque sport (per come lo vedo io) e, in particolar modo, delle Arti Marziali. Ogni persona ha le proprie ragioni per iniziare a praticare le Arti Marziali: imparare a difendersi, mantenere il fisico allenato e il cervello attivo, perché l'ha visto fare in un film, per passare il tempo o addirittura sfogarsi dalle frustrazioni...    In realtà non è importante il punto di partenza ma dove si vuole andare e, ancora più importante, come si fa il viaggio.

Molte volte ho visto persone venire in palestra per "spaccare il mondo" e poi sparire dopo due allenamenti. Molto più spesso ho osservato persone intraprendere questo cammino con "timore" e poi, passo dopo passo, crescere esponenzialmente aspirando ad arricchirsi nell’ambito marziale ma soprattutto moralmente. Se sono in vacanza e penso costantemente: "Accidenti tal giorno dovrò tornare a lavorare" e faccio tutti i giorni il conto alla rovescia, vivo nell’angoscia del ritorno e non mi godo le vacanze. E' giusto e importante porsi un obiettivo nella vita, tuttavia, conseguirlo non deve diventare l’unica ragione, altrimenti ci perdiamo il senso del percorso, rischiando così di inaridirci e non crescere. Le Arti Marziali per me sono così, un diesel che parte lento, non viaggia troppo veloce, ma non si ferma mai. Mi voglio guardare dal finestrino tutta la strada e se voglio gustarmi il frutto di quell’albero, mi fermo, scendo e vado a coglierlo. Mantenere la mente aperta e, se possibile, condividere con gli altri questo cammino, è la ricchezza più grande. E’ importante lasciare che le cose fluiscano ma non subirle passivamente. Un “marzialista” sente di non essere mai "sazio" e desidera allenarsi ancora con i compagni di viaggio nonostante le difficoltà, la fatica, i tempi ristretti, i dolori ai muscoli e alle ossa.

Have a good trip!

Facebook
Google+
Difesa legittima

" Difesa legittima "

Fonte: Art.52 Codice Penale

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere (1) un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale (2) di un'offesa ingiusta (3), sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa (4) (5) [55]. Nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
a) la propria o la altrui incolumità
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione.
La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

Note
(1) In merito al problema della "fuga" in rapporto con la legittima difesa, ovvero se si possa applicare tale causa di giustificazione al soggetto che poteva evitare l'offesa fuggendo, la dottrina prevalente risponde positivamente quando, in base al criterio del bilanciamento degli interessi, la fuga esporrebbe i beni personali (es.: pericolo di infarto per il cardiopatico) o di terzi (es.: rischio di investire i passanti con una fuga in macchina) a lesioni uguali o superiori alla lesione che provocherebbe all'aggressore difendendosi. Si ricordi poi che la difesa può riguardare anche quella di un diritto altrui, addirittura di uno sconosciuto (cd difesa altruistica).
(2) Posto che il pericolo deve essere attuale, la dottrina prevalente ha poi individuato un ulteriore possibile requisito, specificando che la legittima difesa è ammissibile anche nel caso di pericolo volontariamente causato, contrariamente a quanto ritiene la giurisprudenza. S ricordi poi che la legittima difesa trova applicazione, qui senza contrasti, nel caso in cui da un proprio comportamento nasca un pericolo più grave di quello preventivato (si pensi al soggetto che, partecipando ad una rissa (v. 588) senza armi o strumenti contundenti, si veda poi minacciato da un coltello e sia costretto per difendersi a farne uso a sua volta).
(3) A riguardo dell'espressione "offesa ingiusta", la giurisprudenza ha parlato di "torto" e di "evento dannoso", prescindendo da considerazioni strettamente giuridiche, come del resto parte della dottrina, la quale ritiene che debba considerarsi l'offesa non come "contra ius", bensì contraria alle valutazioni sociali di giustizia che sono alla base dell' ordinamento giuridico.
(4) In merito alla valutazione della proprozionalità tra difesa e offesa, si ritiene, prevalentemente, che debbano essere considerati sia il rapporto tra mezzi difensivi e mezzi offensivi, sia la relazione male minacciato-male inflitto, in aderenza al principio del bilanciamento degli interessi. Quindi, la proporzionalità sarà presente in quei casi in cui il male provocato dall'aggredito risulta essere inferiore, uguale o superiore, in modo tollerabile, a quello subito e dovrà essere valutata attraverso un giudizio ex ante. Si ricordi poi che è configurabile una legittima difesa putativa (v. 59 4), ovvero quella esercitata a fronte di una la situazione di pericolo che non esiste obiettivamente, ma è supposta erroneamente dall'agente a causa di un erroneo apprezzamento dei fatti. Affinchè possa trovare applicazione tale tipologia di legittima difesa è però necessario che l'erroneo convincimento abbia un fondamento obbiettivo. Per chiarire, non è punibile il proprietario di una gioielleria che, ritenendo reale un tentativo di rapina a mano armata simulato, reagisca uccidendo l'apparente aggressore.
(5) Tale comma è stato inserito dalla le. 13 febbraio 2006, n.59 (art. 1), relativamente ai casi di violazione di domicilio cui all'art. 614 del c.p., comma 1 e 2, cui vengono assimilate le violazione di quei luoghi in cui viene esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale. Il legislatore, in questi casi, ha previsto una presunzione assoluta di proporzione fra difesa e offesa,che opera in presenza di alcuni requisiti: il soggetto che ha posto in essere la legittima difesa aveva il diritto di trovarsi in quel luogo, l'incolumità della persona fosse in pericolo, la legittima difesa è stata attuata attraverso un'arma o un altro strumento di coercizione legittimamente detenuto. Qualora tutte queste condizioni siano presenti la presunzione opera automaticamente, se invece manca anche una queste la presunzione non ha luogo, ma sarà comunque possibile accertare la proporzione fra mezzi di difesa e di offesa.

Grazie a: http://www.brocardi.it/

Facebook
Google+
Difesa legittima

" Come potrebbe cambiare la Legittima Difesa "

Autore: Pietro Danna

Dopo il recente caso di Vapro D’Adda dove un pensionato di 65 anni, svegliato dai rumori in piena notte, ha sorpreso un ladro in casa e lo ha ucciso con un colpo di pistola, regolarmente detenuta, si è riaperto il dibattito sul tema della legittima difesa.
Prima di subire l’ultima modifica nel 2006, il tema era disciplinato dall’art.52 del Codice Penale che prevede la non punibilità per chi reagisce in una situazione di pericolo a patto che la difesa sia necessaria, attuale (il che esclude, ad esempio, il caso in cui un ladro sia già in fuga) e proporzionale all’offesa subita o potenziale. Nel 2006 è subentrata la riforma, giunta dopo un lungo dibattito in seguito ad una serie di furti in ville e rapine violente che aveva allarmato l’opinione pubblica. Con la modifica apportata dall’allora legislatore disciplinò il diritto all’autotutela di un domicilio privato, un negozio o un ufficio, autorizzando il ricorso a un’arma “legittimamente detenuta” per difendere “la propria o altrui incolumità” e “i beni propri o altrui”. In altri termini, diventò legittima la condotta di colui che, per difendere la propria o l’altrui persona dal pericolo di un’aggressione da parte di chi ne abbia violato il privato domicilio,avesse colpito o addirittura ucciso il malvivente con un’arma legittimamente detenuta, che sia da taglio o un mero oggetto contundente, sempre che non vi sia desistenza da parte dell’intruso.
In questo modo il rapporto di proporzionalità, pilastro della vecchia disciplina in quanto discriminante tra azione legittima e reato,ha trovato un’espansione di non poco conto in quanto il giudizio di proporzionalità tra difesa e offesa, prima affidato al giudice, era divenuto superfluo data la presunzione di proporzionalità affermata ex lege per i casi di aggressione domestica.
Ma come viene considerata l’attuale normativa dagli addetti ai lavori? L’opinione del ceto forense è abbastanza positiva, in quanto si ritiene che la legge italiana preveda molte situazioni e che conceda al giudice tutti gli strumenti per valutare ogni situazione, persino il caso in cui si agisca non per difendere se stessi ma per difendere terzi. Tuttavia dopo i recenti episodi di cronaca, tra tutti quello del benzinaio vicentino Graziano Stacchio, nel Governo si è incominciato ad esaminare il problema dei furti in domicilio che troppo spesso si tramutano in rapine e della reazione dei cittadini: è infatti arrivato sul tavolo del viceministro della Giustizia Enrico Costa (Ncd) un dossier sulla legittima difesa. Secondo Costa “se ne dovrebbe riflettere in Parlamento. Se la criminalità cambia, il legislatore ha il dovere di cambiare le pene, ma senza venire meno ai principi. Dev’essere chiaro che non c’è il diritto alla vendetta. Per essere espliciti, se uno insegue il ladro in strada e gli spara, non potrà mai essere considerata una legittima difesa. Se si spara in casa perché si teme per la propria incolumità o libertà, ci si può pensare”.
La proposta in esame sarebbe quella di proporre una scriminante sull’uso delle armi per chi fosse costretto a difendere l’inviolabilità del domicilio contro una intromissione ingiusta, clandestina o violenta, tale da destare ragionevole timore per l’incolumità o la libertà delle persone presenti in tal luogo: in questo modo si applicherebbe la legittima difesa in casi in cui oggi non è concessa, ad esempio qualora un soggetto attacchi (con arma da fuoco o meno) un intruso alle spalle, superando così l’attuale limite fissato dal c.d. eccesso colposo disciplinato dall’art 55 del Codice Penale che punisce la reazione esuberante di chi reagisce allo scopo di difendere un diritto contro il pericolo attuale di offesa ingiusta.

Grazie a: http://www.glistatigenerali.com/giustizia_legislazione/come-potrebbe-cambiare-la-legittima-difesa/

Facebook
Google+